Ovidio Sarra, nato a Sora il 18 febbraio 1923 e scomparso a Roma il 10 settembre 1980, è stato una figura poliedrica della musica italiana del Novecento. Musicista, direttore d’orchestra e compositore, ha lasciato un’impronta significativa sia nel panorama della canzone leggera sia in quello della musica per il cinema. Il suo stile, descritto come “arioso e stornelleggiante”, riflette una profonda conoscenza della tradizione melodica italiana, con una naturale inclinazione alla cantabilità e alla narrazione musicale.
Dalle sale da ballo ai grandi nomi della canzone italiana
Dopo il diploma in pianoforte e composizione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Sarra intraprese la carriera musicale esibendosi nelle sale da ballo. La sua versatilità e il talento lo portarono presto a collaborare con diverse orchestre radiofoniche, fino a fondarne una propria. Negli anni Cinquanta iniziò una fruttuosa collaborazione con Claudio Villa, accompagnandolo nelle esibizioni e firmando alcuni dei suoi primi successi. Tra i tanti artisti per cui scrisse figurano anche Giorgio Consolini, Luciano Tajoli, Rosetta Fucci, Luciano Rossi e Franco Tortora. In molti casi, firmava i suoi brani con gli pseudonimi "Da Sora" o "Dasora". Alla SIAE risultano registrati ben 202 brani a suo nome, e 43 supporti da lui arrangiati sono oggi conservati presso la Discoteca di Stato.
La musica per il cinema
Parallelamente all'attività nel campo della canzone, Sarra si dedicò alla composizione di colonne sonore per il cinema, soprattutto negli anni Cinquanta. Tra i film da lui musicati figurano Ore 10: lezione di canto (1955), Sette canzoni per sette sorelle (1956) e L’amore nasce a Roma (1958). Lavorò spesso con il regista Marino Girolami, con cui instaurò un sodalizio artistico duraturo. Non solo compositore, fu anche direttore d’orchestra in produzioni cinematografiche, come Perfide ma... belle (1958), dove diresse musiche di Luigi Zito.
La sua attività, variegata e intensa, testimonia il ruolo centrale che Ovidio Sarra ha avuto nell’ambito musicale e culturale dell’Italia del dopoguerra, pur restando una figura oggi poco conosciuta dal grande pubblico.